Mirco Carletti Mirco Carletti, vivo a Campagnola Emilia (RE).
Inizio come fotografo ritrattista a metà degli anni ottanta. Dopo tre anni passati nella sala di posa decido di ampliare le mie conoscenze fotografiche facendo ricerca sull’ambiente e sulla gente che ci vive.
L' amore incondizionato per la pellicola in bianco e nero mi porta inevitabilmente a concentrarmi sulla camera oscura e sullo studio dei grandi professionisti che hanno fatto la storia della fotografia. Il risultato di tutti questi anni di lavoro amplia lo spazio alle varie forme della fotografia per arrivare alla struttura narrativa del fotoreportage e da qui a diversi work shop con specializzazioni e alla nascita di progetti fotografici.
Credo che il fotoreportage stia nel cuore della fotografia, perche parla e racconta di storie vere, di documenti che rimangono nel tempo, di situazioni, di sensazioni che vivono e ti fanno vivere nel momento in cui entri con il tuo obbiettivo rischiando anche a volte quel qualcosa che ti esalta e ti soddisfa l’anima. Credo inoltre che certe immagini vadano oltre ogni estetica ed ogni realtà, ed è per questo che la ricerca del sentimento non finirà mai.
Mirco Carletti Sono molto legato alla pellicola in bianco e nero e alla camera oscura per ovvie ragioni. Sono nato con quello e con quello è cresciuta la mia formazione fotografica, mi identifico in queste sfumature di grigio. Entro e scavo in questa dimensione che mi appartiene. Credo innanzitutto che alla base di ogni fotografo ci debba essere la conoscenza assoluta della tecnica e dei materiali che hanno fatto la fotografia. Per quanto mi riguarda ho abbandonato ogni forma canonica. Faccio istintivamente e meccanicamente quello che sento dentro nel momento dello scatto per questo sono arrivato al fotoreportage. Il reportage è descrizione di luoghi, è informazione, è realtà situazionista. Amo la documentazione che, legata al concetto d'attualità, dà vita al reportage fotografico.